http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/ ... tp/375143/
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ogni anno a scuola fanno agitazioni et similia: dalle Finanziarie mirate ai tagli all'istruzione fino a questo, che per carità è il ricordo di un evento tragico, ma io in vari anni di scuola miei all'epoca non ne ho mai sentito parlare.. Spero solo non ci sia solo una sorta di opportunismo, dato che la Manovra del Governo deve esser ancora varata e la Gelmini non ha fatto dichiarazioni particolari ultimamente.
Una domanda a margine la pongo a tutti però: in decenni di proteste studentesche, secondo voi è cambiato qualcosa in meglio/peggio? (riporto sotto anche l'articolo integrale sulla giornata mondiale studentesca)
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ogni anno a scuola fanno agitazioni et similia: dalle Finanziarie mirate ai tagli all'istruzione fino a questo, che per carità è il ricordo di un evento tragico, ma io in vari anni di scuola miei all'epoca non ne ho mai sentito parlare.. Spero solo non ci sia solo una sorta di opportunismo, dato che la Manovra del Governo deve esser ancora varata e la Gelmini non ha fatto dichiarazioni particolari ultimamente.
Una domanda a margine la pongo a tutti però: in decenni di proteste studentesche, secondo voi è cambiato qualcosa in meglio/peggio? (riporto sotto anche l'articolo integrale sulla giornata mondiale studentesca)
Oltre 100 cortei di studenti, da Palermo a Padova passando per Roma, Milano e Torino per la giornata studentesca mondiale, che si celebra per ricordare il 17 novembre del 1939 quando alcuni universitari cecoslovacchi contrari alla guerra furono arrestati e giustiziati da nazisti. La Rete degli studenti e l’Unione degli universitari, tra gli organizzatori della mobilitazione per il diritto allo studio, scendono in piazza a far sentire la loro voce: «In poche settimane in tutta Italia - dicono- gli studenti hanno deciso di bloccare la didattica tradizionale e di riconquistare il presente, riappropriandosi dei propri spazi e del proprio futuro. Da Nord a Sud, gli studenti sono entrati in agitazione permanente occupando le scuole ma anche mettendo in campo nuove forme di protesta: dalle lezioni in piazza ai flash mob, alle cogestioni che riportano all’interno delle scuole e le università il fronte unico in difesa della scuola pubblica che scende nelle piazze. Così studenti, docenti, genitori, precari, si riappropriano della scuola non per distruggerla, come sta facendo questo governo, ma per ripensarla dal basso». E aggiungono: «Vogliamo fondi per la scuola pubblica da investire prima di tutto sull’edilizia scolastica e su una nuova didattica, fatta di insegnanti competenti e preparati».
Le manifestazioni, spiega un comunicato delle associazioni degli studenti, si annunciano «partecipate a considerare dal clima di questi giorni in scuole e università». Quasi la totalità delle scuole - prosegue la nota - sono occupate a Genova e Trieste, le quali saranno le uniche a manifestare durante il pomeriggio della giornata. Autogestioni sono state proclamate dagli studenti in decine di scuole italiane. Assemblee straordinarie, periodi di didattica alternativa nelle scuole, blitz degli studenti universitari nelle mense per denunciare i tagli: sono tante le iniziative che negli ultimi giorni hanno caratterizzato la protesta studentesca.
«Chiediamo investimenti per l’edilizia scolastica - afferma l’Unione degli Studenti - una legge nazionale sul diritto allo studio, innovazione nei metodi didattici, maggiore democrazia e partecipazione nei processi decisionali nelle scuole, ma soprattutto vogliamo un modello radicalmente alternativo di scuola che già stiamo praticando dal basso nelle scuole in mobilitazione e che rivendichiamo in maniera organica nel progetto di Altrariforma».
«Abbiamo già smascherato il taglio dei fondi sul diritto allo studio che lascerà a casa 150.000 borsisti - fa eco l’associazione universitaria Link - ma ora siamo anche preoccupati per la discussione in parlamento del ddl Gelmini, che rappresenta l’atto finale di distruzione delle nostre università».
«Affiancheremo le nostre iniziative a quelle di tanti studenti in Europa che nella giornata di oggi si faranno sentire per veder garantito e ampliato il diritto allo studio per tutti», dichiara la Rete della Conoscenza. «Manifestiamo il 17 novembre, in Italia come in tutto il mondo, perché siamo convinti che la conoscenza sia strumento di liberazione di tutti e tutte, perché crediamo che puntare su una scuola, un’università e una ricerca pubblica significhi riconoscerne lo straordinario valore sociale, l’unica possibilità per immaginare un’uscita da tutte le crisi tesa al miglioramento delle condizioni di vita di ognuno» conclude la Rete.
L’appello «contro la deriva culturale del nostro paese di cui i tagli a scuola e università sono la rappresentazione politica» è stato diffuso in rete e sta raccogliendo molte adesioni anche tra artisti ed esponenti del mondo della cultura. Tra i firmatari Erri de Luca, Toni Servillo, Ettore Scola, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Caparezza, Andrea Rivera, Paolo Flores d’Arcais.